BURN

Pubblicato nel 1974

Vede la partecipazione di :

Ritchie Blackmore - Guitar

Glenn Hughes - Bass Guitar/Vocals

David Coverdale - Vocals

Jon Lord - Keyboards

Ian Paice - Drum

 

Tracklist:

Burn

Might just take your life

Lay down stay down

Sail away

You fool no one

What’s going on here

Mistreated

A 200

 

Questo disco da il via a l’era che sarà della mitica Mark III. Il cambio di formazione lascia tutti di stucco soprattutto dopo il successo di ‘Made in Japan’.

Invece Blackmore, con una mossa discutibile, licenzia Gillan e Glover per far subentare il bassista cantante Glenn Hughes e il vocalist David Coverdale.

Contro tutte le aspettative, il primo brano della nuova formazione non fa certo rimpiangere la precedente! Tutt’altro!

Il primo brano dell’album inizia con un riff di Blackmore, il pezzo dal ritmo vorticoso sarà poi ispirazione dell’heavy metal futuro e sfoggerà due bei soli in stile neoclassico dei rispettivi Blackmore e Lord. Paice dal fatto suo, tiene una ritmica esaltante e i due nuovi arrivati alle voci danno prova di essersi perfettamente ‘accordati’. La voce rauca e profonda di Coverdale si mescola perfettamente  a quella limpida e funkeggiante di Hughes il quale ha certamente delle doti vocali esaltanti.

Il secondo brano e un po’ influenzato dalla precedente ‘woman from tokio’ anche se le due voci sanno districarsi da tale melodia con dei botta e risposta molto interessanti.

Per il terzo brano si ritorna ad un ritmo veloce con delle bellissime rullate e stacchi di Paice che vedono l’alternanza tra una strofa e l’altra dei due vocalist.

Nel quarto brano saranno esaltate le caratteristiche vocali di Coverdale, caratteristiche che poi egli stesso sfrutterà nei suoi dischi con gli Whitesnake: una voce molto calda che, per esprimersi al meglio, ha la necessità di accompagnare la song in tonalità ‘più basse’ rispetto a quelle che il buon Ritchie spesso gli impone.

Arriviamo all’ascolto del quinto brano portato alla ribalta per il ritmo di batteria che resterà un impronta poi ripresa anche dal mitico Powell in “Still I’m sad” dei Rainbow e in molti altri brani del l’hard rock futuro L’alternanza vocale continua e i due si destreggiano in passaggi armonizzati sul ritornello, queste caratteristiche saranno preponderanti anche nell’album successivo.

Per il sesto brano si torna su di un ritmo blues tanto caro a Blackmore con.. dei passaggi di Lord al Piano.

Settimo brano la mitica ‘Mistreated’ scritta dal nuovo entrato Hughes ma che, per contratto, risulterà di Coverdale. Il brano struggente è ben interpretato da Coverdale, che poi lo porterà alla ribalta nei live successivi Il riff del divino Blackmore sa come entrare nelle ossa e cede solo al finale in accelerazione che viene supportato da un coro eccezionale dei due singer e dal solo del funambolico chitarrista.

Ultimo brano alquanto insolito per degli spunti di psicheledia, vede la formazione esibirsi in un pezzo strumentale non ben riuscito.