ON
STAGE
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1977 Ronnie
James Dio-vocals Ritchie
Blackmore-guitar Cozy
Powell-drums Tony
Carey-keyboards Jimmy
Bain-Bass Polydor records
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1-KILL
THE KING
2-MAN
ON THE
BLUES
STARSTRUCK
3CATCH
THE RAINBOW
4-MISTREATED
5-SIXTEENTH
CENTURY GREENSLEEVES
6-STILL
I’M SAD
On
Stage è la prima prova live che dà la possibilità al pubblico di sapere di
che pasta erano fatti i Rainbow e di giudicare se il fatto che Blackmore avesse
lasciato i Deep Purple fosse stato o no un flop!
Il
gruppo è ben preparato e da sfoggio di tutta la sua grandezza.
Le
tracce non sono molte ma i brani oltre ad essere degli ottimi brani, sono
allungati ed arrangiati per lasciare spazio a tutti i virtuosismi dei singoli
componenti del gruppo!
“Kill
the king” apre le danze, con tutta l’irruenza possibile, un’introduzione
fantastica farcita di stacchi dal compianto Powell e poi via a manetta per tutto
il brano con la conseguenza di una grande influenza sugli stili a venire
“Man
on the Silver mountain” fa parte di quei brani rimaneggiati che vedranno una
nuova vita dopo questo evento, il brano infatti era nel disco di Ritchie
Blackmore’s Rainbow, con un tempo molto lento e sicuramente meno diretto. Il
brano viene prima velocizzato e poi usato come contenitore di un grosso medley
che vede lo sfoggio di una battaglia su di un giro di blues fra la chitarra e le
tastiere, il brano poi sfocia in “Stastruck” per poi riprendere dopo una
splendida interpretazione vocale introduttiva di Ronnie, il finale di man on the
Silver mountain.
Il
terzo brano è “Catch the rainbow”, un brano che rende delicata
l’atmosfera che sino a quel momento era imperversata di fiumi di note e
rullate esasperate.
Il
gruppo mostra di saper creare anche brani pieni di melodia e di atmosfere
oniriche, sempre non dimenticando lo spirito dell’improvvisazione che vedrà
il grande Ritchie spadroneggiare anche in questo brano, con assoli efficaci e
tante piccole sfumature stilistiche.
Arriviamo
al primo tributo ai vecchi compagni con una indimenticabile, “Mistreated”
che vede protagonista il folletto dalla voce incredibile. Blackmore per conto
suo ci regala un bell’assolo introduttivo ed un affascinante e, completamente
diverso, originale assolo centrale
Dopo
un solo neoclassico, arriviamo a “XVI Century greensleeves”: di nuovo il
ritmo incalzante delle prime due canzoni, sempre il tutto perfettamente
eseguito.
La
chiusura del disco è data da “Still I’m sad”, cover degli Yardbirds,
rifatta con un ritmo che strizza l’occhio a “You fool no one”
Praticamente in questo disco c’è racchiusa la tournée del 1976, promozionale
dell’album “Rising” e del futuro “Long live rock ‘n’ roll”.
Un
album da assaporare per percepire i cambiamenti dei gruppi futuri, un album da
mettersi in bacheca per osservarlo nei giorni bui del Rock ‘n’ roll, quando
l’arcobaleno t’illuminerà e ti riporterà con i piedi per terra.