STORMBRINGER
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1974 Purple records Voto
9 Ritchie
Blackmore – Guitars Ian
Paice - Drums Glenn
Hughes – Bass Guitar/Vocals David
Coverdale – Vocals
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Secondo album della terza
formazione dei Deep Purple, cioè quella con Coverdale e Hughes!
L’album è ben fatto e
personalmente uno dei miei preferiti, anche se si abbandona lo stile classico
dei Deep Purple, tant’è che questo nuovo orientamento vedrà il mitico
Blackmore a lasciare la formazione a breve!
I suoni rientrano sempre
negli standard classici ma vedranno l’avanzare di una tendenza al funky e al
blues, infatti vediamo come compositore Hughes, cosa che nell’album precedente
gli era stata negata, perlomeno formalmente.
Il disco viene registrato a
breve distanza dal precedente ma…il nuovo sound si fa sentire!
Il brano che fa da apertura
è la potente “stormbringer”, che da anche il nome all’album. È una
classica galoppata rock, supportata dalle due splendide voci di Glenn e David.
Il testo parla di un cavallo alato portatore di tempesta e furie
climatiche che sconvolgono la nostra vita, fra l’altro Coverdale fa un
descrizione del soggetto registrando all’incontrario una serie d’insulti…
un testo epico alla Rainbow! Fra l’altro il dipinto della copertina, si ispira
ad una tempesta avvenuta negli stati uniti nel 1928.
Passiamo poi a tutt’altra
atmosfera…cioè da un classic rock ad un blues che vede l’alternanza vocale
che la fa da protagonista, strofe di Coverdale e bridge di Hughes e poi
l’inverso nella seconda parte, il brano è “love don’t mean a thing”.
Il terzo brano è una
ballata interpretata dal solo Hughes alla voce, che ricorda, per chi ancora non
lo sapesse, che era il frontman dei Trapeze e che ha tutte le carte per
cimentarsi in armonie orecchiabili ma non certo facili da interpretare: il brano
in questione e “Holy man”.
“Hold on” è il quarto
brano ed è qui che vengono fuori i primi attriti nella band.
Infatti i gruppo registra il
brano senza il chitarrista, che era contrario alla registrazione del brano per
lui troppo ballabile, si sente benissimo che per tutto il pezzo la chitarra è
assente, ma viene supportata questa mancanza da un lavoro egregio di Jon Lord e
da dei favolosi cori dei due singers. Come per magia e forse per dare un
contentino a suoi compagni, Blackmore introduce un solo mozzafiato, il quale si
narra sia stato registrato alla prima seduta senza possibilità di replica!
Inoltre un solo di Lord che per questo disco si limita molto alla parte ritmica!
“Lady double dealer”
riporta la band alla sonorità rock, con un ritmo di batteria molto veloce, che
vedrà il Paice protagonista sul brano e soprattutto nel finale.
Un altro brano con tendenze
funky è “You can’t do it right” che vede ancora i due singer alternarsi
nelle strofe e abbiamo un altro solo di Lord con una tastiera effettata, non
proprio nel suo stile!
Il settimo brano “High
ball shooter” ha influenze blues e riesce a sostenere un ritmo che oramai
nell’alternanza delle canzoni è un po’ calato! Notiamo ancora le alternanze
vocali, divinamente spartite e di nuovo un bell’assolo di Jon Lord.
“The gypsy” è un brano
molto alla Rainbow, forse da qui si capirà il futuro di Blackmore, anche se le
armonie vocali distolgono da questo pensiero, perché le due voci, lavorano
divinamente sulla stessa linea melodica! Il riff la fa da padrone per tutto il
pezzo!
La conclusione di questo
bellissimo album, tocca alla struggente ballata “Soldier of fortune”, tutta
cantata da Coverdale, che vede un Blackmore all’acustica per tutto il brano,
un bel tappeto di tastiere. Un altro stupendo assolo di Ritchie, essenziale e
commovente divide la prima strofa dalla seconda.
In pratica un altro disco
dei Purple assolutamente da avere, pieno di variazioni musicali molto
interessanti.
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1-STORMBRINGER 2-LOVE DON'T MEAN A THING 3-HOLY MAN 4- HOLD ON 5- LADY DOUBLE DEALER 6- YOU CAN'T DO IT RIGHT 7-HIGH BALL SHOOTER 8- THE GYPSY 9-SOULDIER OF FORTUNE
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